domenica 2 agosto 2009

Crisi crisi crisi, disoccupati, cassa integrazione..ma tutti in vacanza...

Il controsenso di questa estate: gente che si lamenta per la crisi, ma va in vacanza.
Trenta chilometri di coda, gente che gioca a calcetto per le vie di emergenza: la stessa gente che magari si lamenta della crisi...
Dov'è la crisi se vanno tutti in vacanza, se hotel e alberghi son tutti prenotati già da mesi, se ci sono code infinite sulle autostrade???


10 commenti:

Anonimo ha detto...

controsenso al controsenso
ma se alberghi e ristoranti sono pieni perche denunciano redditi da fame?

Anonimo ha detto...

Inflazione allo 0% perchè i consumi sono crollati, centinaia di migliaia di disoccupati in sei mesi, migliaia di aziende chiuse, pensionati che rubano due scatolette al supermercato, cassa integrazione ai massimi... ma quale crisi!!!
Solo effetto psicologico come dice il nostro presidente. Perchè le code, come dice quel poveretto di Giordano? Ma a chi volete prendere per i fondelli?

Michael ha detto...

Ma smettila con questi discorsi qualunquisti del cazzo Mattia.

Non ti passa per la testa che, per esempio, il papa' in cassa integrazione manda al mare almeno i figli, se va bene la moglie, mentre manda curricula in giro inutilmente perche' a 50 anni chi se lo fila?
E poi, se l'anno scorso la mia azienda fatturava 10 milioni e quest'anno ne ho fatti 8, CAZZO SI CHE C'E' LA CRISI, anche se non sono alla canna del gas, e in vacanza, magari una settimana in meno, ci posso andare.

Ogni tanto te ne esci con questi post da Studio Aperto.
Giuro, mi viene in mente studio aperto.

Anonimo ha detto...

Peggio. A me viene a mente il peggior "Il Giornale" che credevo fosse quello dell'homno ridens Belpietro finché non è arrivato l'omino, che per fortuna fra poco si leva dalle balle.
Post come questi sono degni del migliore Gasparri o del voltagabbana Capezzone. Mi dispiace.

Mattia Poletti (Rebel Ekonomist) ha detto...

era una riflessione generale, infatti lunga poche righe....Studio Aperto? non mi sembra...la mia era ed è una provocazione che porterebbe a risposte interessanti (come la tua) se data civilmente e senza insultare...

Mattia Poletti (Rebel Ekonomist) ha detto...

In più le aziende che fatturano tanto non sono molte, e i padri in cassa integrazione farebbero meglio a tenerseli i soldi, e mandare i figli in vacanza magari a fine agosto quando costa meno (considerando comunque che anche se per un anno uno resta a casa non muore mica).

Detto questo, ma è un mio pensiero quindi condivisibile o meno (infatti non l'ho scritto nell'articolo) sarebbe bello analizzare questa situazione: chi è in crisi? tutti? a quanto pare no..la maggior parte? sempre no..chi allora? una parte solo? chi va in vacanza? e come ci va? si sta concretizzando una separazione fra i poveri (ma veramente poveri) ed una classe medio-alta?

Questo era ed è l'obiettivo del post, e son cose che con Studio Aperto non si possono fare..

Anonimo ha detto...

Giusto adesso il TG regionale del Lazio sta parlando del forte traffico di rientro. Altro "tutti in vacanza", altro che "risposte interessanti". Questa è la risposta alla manipolazione della realtà.

Mattia Poletti (Rebel Ekonomist) ha detto...

ecco questo è interessante!
Qui partono tutti, e invece nel Lazio tornano a casa...perchè? Qualcuno magari era via da tempo, ma tanti son partiti venerdì sera o sabato mattina e tornano a casa ora...perchè? perchè fanno solo il week-end! quelli potrebbero essere i cassa integrati di cui si stava parlando prima!

KL ha detto...

la vacanza in quanto tale è un prodotto di consumo come tanti altri.
Per la stessa ragione per cui anche i cassa integrati vanno al cinema o comprano un televisore si va in vacanza.
Non è che la crisi elimina completamente i consumi.
Anche nella Germania post-29 si andava al ristorante, solo che i prezzi cambiavano ogni 5 minuti.
Però si andava lo stesso.
La crisi incide si sulle persone (io sono uno dei tanti: l'ultima mensilità del mio lavoro è bloccata e chissà se la vedrò)
ma esse continuano comunque a consumare. Magari meno, ma lo fanno lo stesso: dovranno scegliere tra TV nuova e vacanza, invece di tutt'e due, ma si consuma comunque.

La società e l'economia capitalista moderna si regge sul consumo, avrei timori se davvero nessuno andasse in vacanza.

Anonimo ha detto...

La Ferrero (nutella x intenderci) non è stata intaccata dalla crisi perchè non è mai stata quotata in borsa,essendo cresciuta negli anni con le propie forze.Invece la maggior parte hanno sempre speculato attraverso fatture ingrossate mettendo in giro azioni.