domenica 6 settembre 2009

Poker Poker Poker e Poker..gioca a poker e ti cambia la vita! Oppure resterai uno sfigato in eterno

Ultimamente siamo tartassati da pubblicità di poker, scommesse e chi più ne ha più ne metta.
Ero stato colpito da questa in particolare:


Era da quando ho visto passare questo spot in tv che avrei voluto scrivere questo articolo..non l'ho fatto perchè poi sarei passato ancora per quello che va contro a tutto e a tutti; non l'ho fatto fino ad oggi, perchè per caso ho trovato una persona che sul suo blog ha scritto un articolo proprio su questo tema intitolato "Il poker non è una cura sociale".
Devo dire che il suo pensiero è più o meno uguale al mio (meno male..almeno una volta un altro che la pensa come me esiste)
Cito testualmente
Valenti, noto commentatore degli spot più improbabili, accoglie un ‘personaggio’ con dicendogli ‘guardati …” .
Il personaggio è visivamente descritto come un tipo chiaramente sfigato, asociale, vestito come un personaggio di Albanese a Mai dire Gol (come si chiamava ?) .
E Valenti da a questo ragazzo il consiglio della vita: mettiti davanti ad un computer a giocare a poker online e diventi figo, un professionista del poker.
Questo spot manda un messaggio altamente negativo.
Intanto non vedo bene che si possa pubblicizzare un gioco d’azzardo. Quello è il poker, ricordiamolo. Non è un giochetto per socializzare con ‘migliaia di giocatori’ .
Si parla tanto di gente rovinata dal gioco e poi lo si reclamizza in tv .
Questo poker online è legale, si, ma non per questo è corretto pubblicizzarlo con tanta enfasi e con messaggi sbagliati.
Ma poi pubblicizzarlo come riscatto sociale è veramente vigliacco, perchè si vuol indurre al gioco descrivendolo come una soluzione dei problemi, mentre potrebbe diventare un problema aggiunto.
Si fa pensare che sia facile vincere, e che con quello che vinci cambi la tua vita ed il tuo modo di essere e di essere visto.
E’ un gioco d’azzardo. Dovrebbe essere detto e scritto chiaramente.

Premesso che non gioco a poker online (ho giocato a volte con parenti ma senza mai puntare soldi o altro) e che Ciccio Valenti lo porterei su di un'isola deserta in mezzo ai cobra già dai tempi in cui commentava Smackdown! su italia 1, non concordo assolutamente sul messaggio che viene trasmesso in questo spot:
"Fai schifo, magari non hai un lavoro, non arrivi a fine mese...mettiti davanti al pc, gioca a poker che così arriverai ad essere facilmente milionario, sarai figo e avrai tutto ciò che hai sempre desiderato".

Questo è il messaggio che passa...ma il poker non è questo!
In quanti si sono arricchiti con il poker? Da che base sono partiti? Ma soprattutto..quanti hanno e stanno ancora perdendo tutto? Quanti si sono rovinati (e hanno rovinato la proprio famiglia, i propri figli?

E' vero..se si gioca poco si vince poco e si perde poco...però dal poco al tanto il passo è brevissimo, e in pochi se ne rendono conto. Volete giocare a poker? Bene, giocat, ma prendetelo come un gioco qualsiasi di carte, come briscola o scopa...giocate per divertirvi e non per arricchirvi!

Per quanto riguarda la pubblicità, critico Ciccio Valenti in quanto si è abbassato al livello di fare spot di questo genere senza sapere nemmeno il messaggio che ne esce, e critico appunto il messaggio...far passare il poker come un mezzo per risolvere i problemi è sbagliatissimo e soprattutto pericolosissimo!
Ripeto..volete giocare..bene, fatelo per divertirvi! Quello deve essere lo scopo principale di un gioco!


PS: in ogni caso..io sono convinto che alla fine molta gente si rovinerà, apriranno delle inchieste su queste poker rooms e alla fine chiuderanno...

2 commenti:

Salvatore - Bastalaparola ha detto...

Ciao. ti ringrazio di aver linkato il mio post .

E penso che non siamo solo in 2 a cogliere il lato negativo di questo spot, ma la stragrande maggioranza di chi guarda la tv e la pubblicità con spirito critico.

Mattia Poletti (Rebel Ekonomist) ha detto...

prego :)
devo dire che quando ho letto il tuo articolo mi sono sentito sollevato..qualcuno che ragiona esiste ancora!
E' vero, il problema è: in quanti guardano le cose (e parlo di qualsiasi cosa) con senso critico?