venerdì 30 gennaio 2009

Il flop del Digitale Terrestre in Sardegna

Noi lo dicevamo già da tempo, da molto tempo...loro se ne stanno accorgendo adesso..Il Dtt, meglio conosciuto come "Digitale Terrestre" sta avendo un'enormità di problemi in Sardegna: gente che riceve male il segnale, che non lo riceve proprio o che addirittura non riesce più a vedere nemmeno i canali che vedeva prima.
Gli esperti tv, anche di Mediaset e Rai non sanno più che pesci pigliare...la tecnologia è vecchia, obsolet, superata, limitata....riassumendo, dico io, morta.
Bisgona poi considerare che difficilmente con il Dtt si avrà l'era della tv Hd, ormai presente, in quanto lo spazio occupato da trasmissioni in alta definizione è maggiore, quindi si dovrebbe rinunciare a molti canali...al contrario invece di Sky, che continua ad aggiungerne.
Di tutto questo è contento proprio Sky, poichè in Sardegna tanti si sono "rassegnati" e sono passati alla tv satellitare, che sta spazzando via proprio il caro (a Gasparri e soci) Dtt.
Qui quello che dicevo ad ottobre
Fonte e maggiori informazioni

Aggiornamento: anche Grillo ne ha parlato sul suo blog:
La Sardegna è stata oscurata dal digitale terrestre. Sky sta facendo affari d’oro. I sardi per informarsi migrano in massa sul satellite e fanno avanti e indietro con il continente.
Fedele Confalonieri non ci dorme la notte. Due pensieri lo tormentano. La tenuta del titolo Mediaset e il digitale terrestre. Nel maggio del 2005 Nonno Fedele mi gridò: “Chi è questo Masaniello che rompe il cazzo!” a un convegno sull’informazione. Le sue vene del collo si gonfiarono e diventò più rosso di Gasparri quando pensa. Mi ero permesso di dire che il digitale terrestre era una tecnologia morta, defunta, anzi mai nata. Vi ricordate la pubblicità dello psiconano: “Il digitale terrestre è arrivato sulla terra”? Oggi, come ieri, è sottoterra, solo che ora se ne sono accorti tutti.
Dal blog, 9-10-2005: “Il DTT è successivo alla sentenza 466-2002 della Corte Costituzionale che stabiliva che nessuno poteva possedere più di due reti televisive. Per impedire, ma forse la mia è solo malizia, l’applicazione del decreto il governo realizzò la legge “ad televisionem” Gasparri. Per utilizzare il DTT bisogna avere una scatola chiamata decoder per la quale sono stati stanziati contributi pubblici. Il DTT è pubblicizzato con soldi pubblici. Di chi sono questi soldi? Nostri! E a chi vanno? Forse a chi fabbrica i decoder e ai proprietari delle reti televisive, attraverso l’acquisto delle partite di calcio, l’unica cosa a cui sembra serva il DTT?”.
Dal blog 1-12-2005: ”Sono stati venduti con i contributi statali, e quindi con i nostri soldi, solo tre milioni (rispetto ai venti milioni di famiglie italiane) di inutili decoder, e il governo ha deciso di spostare in avanti di due anni l’adozione obbligatoria del DTT. Sulla Rete si possono vedere già oggi, se la linea arriva (come negli altri Paesi), se la linea è veloce (come negli altri Paesi), se ha un costo ragionevole (come negli altri Paesi) centinaia di canali televisivi. Chi ci ha guadagnato da DTT? Chi ci sta guadagnando dall’adozione di una tecnologia zombie? Un giorno dovremo pur farli i conti”.
L’Italia ha perso dieci anni nelle telecomunicazioni grazie alla legge Gasparri e agli aiuti di Stato al digitale terrestre. Una tecnologia obsoleta, un ferrovecchio come Rete 4 e nonno Fedele.
L’Italia ha una grande opportunità. Con la diffusione del digitale terrestre, Mediaset e la Rai saranno oscurati in modo naturale. Le prossime regioni ad essere liberate saranno Val D’Aosta, Piemonte, Trentino e Campania. Poi il resto del Paese.
Loro non molleranno mai(ma gli conviene?). Noi neppure.
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