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giovedì 3 gennaio 2013
RIP Megan Fox....per Twitter s'intende
Twitter miete un'altra vittima illustre. Secondo le tendenze del social cinguetto Megan Fox sarebbe deceduta (RIP Megan Fox).
Che sarà successo? L'avrà schiacciata un Trasformers? Nono tranquilli. In realtà la bella attrice sta benissimo ed è più in forma che mai (vedi foto).
E' come sempre uno scherzo, che però rimane di cattivo gusto.
Non credete a tutto ciò che vedete scritto su internet e IN PARTICOLARE sui social..
mercoledì 22 dicembre 2010
Creare un blog di successo in 5 minuti

No, non mi do alle guide per bloggers, però questa ve la segnalo perchè credo sia un caso molto interessante.
- Prendete un politico noto, amato e odiato, molto famoso
- Sfruttate un avvenimento, anche poco significativo ai più
- Create un blog su questo piccolo avvenimento
- Condividetelo in rete (Facebook)
Grande idea anche quella dei coinvolgimento dei visitatori stessi: per chi volesse veder pubblicata una sua immagine, basta che segua le istruzioni che troverete sul blog stesso. Molte più immagini con il minimo sforzo, cosa si vuole di più?
In un giorno, le pagine visualizzate sono all'incirca 40 mila.
Una grande idea, al minimo sforzo. Chissà quanto avrà guadagnato fino ad ora...
Complimenti a Dietnam!
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venerdì 26 novembre 2010
Rodari, educazione linguistica, democrazia e internet: intervista a Mario Gamba, Simone Fornara e Dario Corno
Credo sia molto educativa, soprattutto la parte in cui parla del linguaggio, sul significato delle parole e del futuro del cartaceo. Il tutto dura una mezz'oretta...al posto di guardavi qualche programma demenziale, sfruttate questo piccolo lasso di tempo per questa intervista che reputo molto educativa.
Link all'articolo e all'intervista
Cito dal link:
L’intervista è stata un bellissimo momento che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo parlato di Rodari, di educazione linguistica, di democrazia, di Internet e di tanto altro ancora, per oltre 30 minuti e senza un attimo di sosta.
venerdì 24 settembre 2010
Problemi a Facebook, gente nel caos: i Facebook Addicted sono oramai tantissimi

Facebook in questi due giorni sta avendo problemi un po' più seri di quelli che quotidianamente ha (chat che non funziona bene, rallentamenti e via dicendo): il sito non è disponibile.
Se volete sapere il perchè vi consiglio di guardare l'articolo di Paolo Attivissimo.
Dal mio punto di vista, posso dirvi che nella gita in SV Kulz mi ha detto che, vedendo come lavorano gli addetti a Facebook, non si stupiva del non ottimale funzionamento del social network (l'ho scritto anche nei commenti dell'articolo di Paolo), anche se uno strumento di così ampia portata, da inesperto quale sono, credo sia normale che ogni tanto abbia dei problemi.
Voglio parlare però delle conseguenze di questi problemi, ovvero del comportamento della gente.
Nel titolo ho messo "Gente nel caos", e vi spiego il perchè: negli ultimi tempi Facebook è il sito più visitato al mondo secondo Google (che però non è in classifica, come Youtube), quindi la maggior parte degli utenti che utilizzano internet sono su Facebook e lo visitano quasi quotidianamente. Ho notato che molti di essi, soprattutto nei più giovani come me, stanno utilizzando internet solamente per andare sul suddetto sito, Youtube e MSN/Skype, ignorando o quasi il resto. Passano le giornate a parlare, condividere link (spesse volte da Youtube oppure presenti in FB stesso) e ascoltare video musicali. Una parte poi nemmeno questo: aggiorna solamente la propria pagina profilo oppure la home page in attesa di una nuova notifica (che spesse volte è inutile).
Questo non vale per tutti sia ben chiaro, soprattutto per gli utenti meno giovani, che utilizzano Facebook per mantenersi in contatto, discutere con altra gente conosciuta lì grazie a gruppi e fan pages dei propri interessi (in tanti di politica noto), condividere links che arrivano anche dal resto della rete, come blogs e giornali. Mentre molti figli buttano via il loro tempo, i genitori hanno capito la vera essenza di questo strumento.
Io su Facebook ci sono come tutti saprete, ma la differenza fra me e tanti altri è fondamentale: sto tanto al pc (forse troppo lo ammetto, anche se ultimamente causa vari impegni sono qui solo per scrivere sul blog e studiare), visito tantissimi siti e pagine al giorno, scrivo, mi informo, ascolto musica e nel mentre ho la pagina del mio profilo aperta, ma non sono lì tutto il giorno. Se andate a vedere la mia pagina, vedrete come io quotidianamente pubblico links provenienti dai miei blogs, da forum, da altri siti, giornali e ogni tanto condivido links creati su Facebook oppure già condivisi precedentemente da amici miei. Il social network è una sorta di contorno al tutto, uno strumento che uso per condividere le informazioni che reputo necessarie ai miei contatti, sperando che essi condividano ai loro contatti e via dicendo arrivando al mondo. Questa credo che sia l'essenza dello strumento che abbiamo a disposizione: condividere informazioni.
Informazione è sì il video musicale che sto ascoltando, il mio status con scritto "Stasera esco", il link con l'immagine di una che piange, ma non c'è solo quello, e ultimamente si è perso tutto il resto di internet.
Ieri sera, alcuni dei miei contatti su MSN mi dicevano che senza Facebook non sapevano cosa fare, ignorando completamente che il web è centomila volte più grosso, perchè? Semplice: sono mesi che vanno su internet solamente su quel sito, e si sono dimenticati del resto Sono dei Facebook Addected a tutti gli effetti.
Internet non è Facebook, è bene che si sappia. Dovendo scegliere, io mi tengo il resto del web ed elimino Face...voi cosa fareste?
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venerdì 16 luglio 2010
Un giorno senza internet...un giorno senza informazione
In questi giorni non sono stato molto su internet a causa degli esami, però tutte le mattine andavo sui siti di giornali e sui blog di cui mi fido e leggevo le notizie politiche ed economiche che più mi interessavano.
Ieri però, fino a circa un'ora fa, la mia connessione ha avuto problemi, e non ho avuto la possibilità di collegarmi. Nonostante non mi sia perso nulla o quasi, mi è sembrato di essere come fuori dal mondo, ignorante e non aggiornato sui fatti. Non voglio però dare la colpa solo alla televisione e ai giornali, ma per una volta riconoscere i meriti di internet.
Internet mi da la possibilità di scegliere le informazioni che voglio e la fonte che produce le informazioni da me scelte, cosa che anche il canale televisivo più perfetto (e il giornale più perfetto) difficilmente potrebbe fare.
Tutti danno la colpa alla tv, ma pochi riconoscono i meriti di questo strumento fantastico che ora possiamo utilizzare. C'è chi elogia la vecchia tv, quella degli anni '60-'70-'80, ma nessuno si è mai chiesto se quella televisione sarebbe stata così grande, se ci fosse stato internet.
Il web ci ha abituati bene, sia dal punto di vista dell'intrattenimento, sia dell'informazione...non sprechiamolo (come molti fanno).
sabato 27 febbraio 2010
Sanremo: Io sto con Emanuele Filiberto
Volevo mostrarvi questo video simpaticissimo e (purtroppo) molto veritiero sullo stato della musica soprattutto italiana e non fatto da Dennis Bernardi a seguito dei risultati scandalosi del Festival di Sanremo (di cui ho già parlato qui).
La vera musica come dice Dennis la potete trovare, su Internet, su MySpace, su Youtube...basta cercarla!
Testo (link originale qui):
Avevo intenzione di fare una serie di video di informazione riguardo lo stato dell'industria discografica e della musica italiana ma vedendo quello che è successo a Sanremo la situazione mi è apparsa così evidente e terribile da spingermi a fare questo video subito, senza pensarci troppo... ;-)
Il festival quest'anno è stato un vero e proprio spettacolo: urla, fischi, insulti, cose che volano dagli spalti, sembrava di stare ad una partita della Juve di Ferrara...
Praticamente è successo questo: in finale è andato il principe dei Savoia, Emanuele Filiberto, con una canzone allucinante e tutti hanno ovviamente gridato allo scandalo, sono tutti venduti, che schifo, ecc... poi invece per fortuna la vittoria è andata ad un giovane cantante della fabbrica di Amici, Scagnu, scuno, sculo, culo?! Scanu (con una canzone altrettanto terribile).
Io in realtà non sono affatto scandalizzato, anzi speravo proprio che il savoiardo vincesse.
Scusate, ma chi ha deciso chi doveva vincere il festival? Il pubblico da casa, cioè ,attenzione, non tutti gli italiani, ma gli italiani che guardavano la tv e vedevano il festival. Ora, possiamo discutere se è giusto o meno far votare il pubblico, ma in realtà il discorso che vorrei fare è un altro.
Sappiamo benissimo come funziona il televoto: già Lele mora ci ha fatto conoscere il sistema dei call center, cioè il fatto che ci sono sistemi che permettono, pagando, di far vincere una competizione al concorrente televisivo che paga (o che fa pagare qualcuno per lui). Possiamo quindi ipotizzare che l'approdo in finale del principino sia dovuto a questo.
Ma attenzione! Non possiamo certo dire che questo sistema garantisca il 100% del numero delle telefonate! Io credo invece che almeno il 50% dei voti espressi siano stati fatti dagli italiani, che infatti non hanno fatto vincere il principe, ma quello di amici! Sono gli italiani che hanno premiato Scanu! È per questo che non sono affatto scandalizzato, perché me l'aspettavo!
Il problema vero è che l'italiano medio è abituato ad ascoltare quello che passa per la Tv, anche la musica! E avendo noi una tv che fa schifo, che pensa per noi, che sceglie per noi, l'italiano medio ascolterà una musica che fa necessariamente schifo.
Ma vi dico di più... Noi ormai non diamo più importanza alla musica, ma al personaggio: non abbiamo più una cultura musicale, ma televisiva; una cultura che non proviene dal disco, ma dalla tv: idolatrica, direi io, che mira all'immagine, mai al contenuto. Guardate che Mauro Marin ha più fan di Berlusconi, su Facebook!
Noi siamo così: sono vent'anni che la tv e le radio, coi giochetti, con le case discografiche, con il sistema del Muisc Control, (sapete cos'è? Andate qua...) ci riempiono giorno dopo giorno di stronzate e noi siamo come degli zombie, che ce le prendiamo tutte senza fare niente!
Signori, io sono stanco morto! E anche voi, se avete ancora un'attività cerebrale non potete che essere esausti! Anche perché in Italia, ve lo garantisco, c'è un sacco di gente che fa musica bella, sana, intelligente!
Ma dove si trova? Qui su internet!
Qui c'è la vera musica, qui c'è gente che fa roba di qualità che ci crede, che non è un principe o un paraculato da un piduista o da un contratto discografico! Oggi abbiamo una grande opportunità: quella di toglierci dalle balle questa televisione grezza, marcia, vecchia, sporca, che ad esempio offusca l'immagine della donna e ne fornisce un modello sbagliato! BASTA!
La buona notizia è che noi possiamo cambiare questo stistema. Come? Abbiamo due strade davanti: o affondare ancora di più quel culone flacido sul divano e farci rincoglionire ancora di più da quel bussolotto che teniamo in salotto; oppure alzarci dal divano, prendere un pc, andare su youtube, cercare qualche bravo artista nuovo giovane e bello, sentire le sue canzoni e appassionarci a lui! Possiamo riprenderci in mano la possibilità di scegliere cos'è buona musica e cosa non lo è!
E allora! Basta lamentarci: la musica buona c'è, esiste e non morirà mai, solo che va cercata, scrutata, scovata.
E' cambiato il sistema: non essere obbligato a cambiare ma sii tu il cambiamento che vuoi dal mondo (M. Gandhi)!
Ditemi la vostra qui o sul tubo, magari con un bel video di risposta! E condividete il video con i vostri amici! ;)
A presto.
Condivido quello che dice, anche se io la colpa la do anche un po' a noi stessi...vi dirò poi il perchè in un altro articolo
domenica 24 gennaio 2010
RIP Johnny Depp....almeno per Twitter
Una delle parole più scritte e cercate su Twitter è RIP, accanto al nome Johnny Depp: RIP Johnny Depp, ovvero Rest in Peace..riposa in pace.
Per moltissimi che navigano ed usato Twitter Johnny Depp sarebbe quindi morto. A tutti i fans: tranquilli, lui è vivo e vegeto pronto a fare molti altri film.
La storia è semplicissima: qualcuno (la foto che ho preso è stata postata da tale ozaludaya) ha trovato su internet questa foto dal sito della CNN in cui mostra un incidente d'auto con il titolone Johnny Depp muore dopo un incidente d'auto fatale.
Tutto molto grave, ma il problema è che quel sito...non è la CNN! A parte il fatto che basta cercare su Google "Cnn RIP Depp" per capire che non c'è un solo collegamento che porti al sito della CNN, ma poi si trova subito la soluzione al mistero: E' uno scherzo, e potete trovare qui la pagina originale. Leggete bene la data: 25 marzo 2004.
Questa è la dimostrazione di come internet sia una medaglia con da un lato il bello e dall'altro il brutto. Fortunatamente di solito, il bello riesce a confutare in 5 minuti le corbellerie dette dal brutto....
giovedì 24 dicembre 2009
Riscrivere la legge sul Copyright per adattarla alla rete...era ora
Finalmente qualcuno, oltre a Beppe Grillo, si è accorto che dati i cambiamenti fatti ed avuti dall'avvento di Internet, hanno reso necessario un cambiamento della Legge sul Copyright. Questa è la proposta di Ignacio Arroyo comparsa sul El Pais. (non la traduco perchè è abbastanza comprensibile anche da me che non conosco lo spagnolo, quindi..)
Descargas en Internet
Ignacio Arroyo 23/12/2009
Gracias a Internet y sus aplicaciones, la comunicación entre los seres humanos no conoce fronteras. El acceso al conocimiento, a la cultura y al entretenimiento se ha democratizado. Por tanto, ¿no deberíamos proteger Internet como un bien común de la humanidad? La respuesta es compleja porque no existe una legislación específica sobre la Red, consecuencia de la falta de consenso entre los intereses enfrentados, y de la disparidad de criterios entre los Estados y los gobiernos.
Por lo que hace a los intereses, los defensores de los derechos de propiedad intelectual -autores y sociedades explotadoras- reclaman, legítimamente, la prohibición o penalización de las descargas o el pago de una contraprestación económica. Por otro lado, los internautas reivindican, legítimamente también, el uso libre y privado de una herramienta disponible. El internauta, además de navegar, puede descargar un contenido (cine, música, literatura, etc.) que está disponible en la Red. Es más, ha pagado por el instrumento (el ordenador y la conexión a Internet) que le permite acceder a los contenidos más variados: el proveedor de Internet le facilita compartir archivos protegidos. Prohibir, limitar o exigir un pago adicional es como prohibir, limitar o exigir un pago por acceder a la cultura, y lo que es más grave, la libertad de expresión.
Respecto de los legisladores, tampoco existe acuerdo. Estados Unidos, Francia e Inglaterra, defensores duros de la propiedad intelectual, han establecido sanciones que incluyen multas, cortar el suministro tras el tercer aviso y juicios penales a quien cometa un delito. La Unión Europea no tiene una política común y ha declinado la regulación a la soberanía de los Estados, exigiendo únicamente la garantía judicial efectiva. O sea, muy poco o nada. Porque en un espacio común, una cuestión esencialmente común como es la comunicación, puede estar legislada de 27 maneras distintas, tantas como Estados miembros, con el único principio compartido de dejar en manos del juez la decisión última de la protección de unos o de otros. Es decir, se fomenta más la disparidad, pues la discrecionalidad judicial fracciona la uniformidad de criterio.
En España la cuestión está más rezagada pues ningún gobierno ha elaborado legislación al respecto. El intercambio de archivos entre particulares ofrece grandes réditos electorales, y los políticos no saben qué hacer exactamente. Los últimos gobiernos del PSOE han emplazado a las partes a buscar un acuerdo. Pero en temas concretos como el P2P, o el más genérico de las posibles restricciones a la libertad en el uso de Internet, no hay, desgraciadamente y por el momento, posibilidad de consenso. Es una lástima porque ambas partes, las operadoras de acceso y la industria del entreteni-miento, están condenadas a entenderse. Economía y cultura, o creatividad y democracia, deben encontrar un pacto de no agresión, pues en eso consiste el derecho. Y en el mundo jurídico siempre es mejor una solución pactada que un criterio impuesto. Pero como el Gobierno, si no hay acuerdo, debe legislar, ha redactado un borrador de anteproyecto de ley que protege la propiedad intelectual, pero advirtiendo, con titubeos, que las descargas "ilegales" no serán sancionadas con el corte del suministro.
Mientras tanto, las descargas siguen produciéndose, se habla de millones en el mundo, y con ello avanza la cultura y el conocimiento. Sin embargo, la legislación vigente reconoce los derechos de propiedad intelectual, amparados por la Ley de Propiedad Intelectual y el Código Penal. Por su parte, los jueces sostienen que las descargas son legales si no hay ánimo de lucro (casos Elitedivx y Sharemula), pero tampoco existe jurisprudencia del Tribunal Supremo.
Así las cosas, cabe preguntarse qué podemos hacer para encontrar una solución duradera. A mi juicio, tres son las consideraciones que someto a debate.
Consideraciones legislativas
a) Empezando por arriba. Sostengo con otros muchos que problemas comunes exigen soluciones comunes. Internet y sus aplicaciones -incluidas, naturalmente, las descargas- plantea un problema planetario, común a toda la humanidad. Ya lo hemos dicho, está en juego la comunicación humana sin fronteras, el acceso libre y gratuito a la cultura y al conocimiento, el ejercicio de la libertad de expresión. Desde esa consideración, es difícil sostener que la regulación deba variar según la raza, la historia, la ideología, la economía o el sistema político de los pueblos. Cuestión distinta es que los Estados, celosos de su soberanía legislativa y judicial, no quieran ceder esas prerrogativas a una autoridad mundial. De ahí que cada Estado quiera decidir cuándo las descargas son ilegales y sus consecuencias. Sin embargo, lo procedente sería convocar una conferencia internacional donde los Estados aprobaran un convenio internacional sobre Internet y sus aplicaciones.
b) La segunda consideración es más compleja, pues exige examinar alguno de los principios de ese instrumento internacional. Mencionaré cuatro. Uno: Internet debe ser declarado patrimonio común de la humanidad, noción aplicada a los fondos marinos de la Zona y que no se identifica con el dominio público. Dos: Hay que revisar la duración de los derechos de explotación exclusiva. Toda la vida más 70 años después de la muerte del autor; 50 años para los artistas intérpretes, productores de fonogramas, grabaciones audiovisuales y radiodifusión, y 25 años para las fotografías, son cifras cabalísticas que no responden a razones infalibles y tampoco justifican la discriminación. ¿Por qué al fotógrafo se le protege menos tiempo que al escritor? ¿O por qué se limita a 20 años el derecho de exclusiva del inventor de una patente? Ya sé que autores reputados critican incluso esa limitación temporal, reivindicando la perpetuidad, alegando que el derecho de propiedad no se extingue con el paso del tiempo. Pero es que el uso de una joya o de un inmueble, a diferencia de una creación intelectual, no puede ser compartido por millones de seres a la vez. En todo caso, el tiempo de paso de la propiedad privada al dominio público debe reducirse drásticamente pues hablamos de contenidos intelectuales, que dan acceso a la cultura, al conocimiento y a la información. Tres: A los creadores hay que protegerlos, pero no prohibiendo absolutamente las reproducciones (sic. descargas) para uso privado y sin ánimo de lucro. Además, sostengo que no son ilegales las descargadas una vez que el producto se ha difundido en un medio público de comunicación (tesis del agotamiento). Y cuatro: el punto de equilibrio entre retribución razonable y libertad de acceso puede venir, por un lado, fijando un canon mínimo incluido en la cuota de acceso a internet. Por ejemplo, aumentar en 3 -� la cuota mensual quizás sea suficiente para satisfacer a todos. Sí, el canon digital destinado a las sociedades gestoras de los derechos, como ya sucede con las fotocopias, y cuya experiencia funciona satisfactoriamente, podría ser la solución para evitar las descargas ilegales en Internet. Y por otro lado, además de ese canon mínimo, habrá que perseguir a los verdaderos piratas culturales, que no son los internautas cuando acceden y se intercambian archivos protegidos.
c) Por último, no creo que la represión penal sirva para mucho. Lo importante es estimular la cultura y el conocimiento, y las descargas en Internet son insustituibles en ese empeño. Y a los creadores hay que protegerlos, pero sin garantías vitalicias pues la seguridad, en este terreno, es enemiga del progreso.
In Italia l'articolo è stato ripreso sul sito del Corriere, che ne ha fatto un riassunto.
Da mediablog.corriere.it:Internet patrimonio dell'umanità
Il dibattito sulle regole della rete, avviato dopo l’aggressione al premier Berlusconi e la creazione di alcuni gruppi su Facebook che inneggiavano alla violenza, ha segnato un passo importante. Dalla riunione, voluta al Viminale dal ministro dell’Interno Maroni, con i principali operatori di internet e i rappresentanti dei social network (presente anche il responsabile europeo di Facebook, Richard Allan) si è rafforzata l’ipotesi di un codice di autoregolamentazione condiviso che garantisca il diritto alla libertà di espressione permettendo al tempo stesso di rimuovere gli interventi che si configurassero come reati.
Un interessante contributo alla riflessione, svincolato dalle questioni italiane, ma denso di spunti, viene da un intervento su El Paìs di Ignacio Arroyo, docente di diritto mercantile all’Università Autonoma di Barcellona. Arroyo esamina la situazione giuridica della rete nei vari paesi partendo dal principio che si debba “proteggere internet come un bene comune dell’umanità”.
Tre le considerazioni che Arroyo sottopone al dibattito:
1. Problemi comuni esigono soluzioni comuni. Internet pone “un problema planetario, comune a tutta l’umanità”. Il web ha permesso per la prima volta nella storia la comunicazione senza frontiere fra gli uomini, l’accesso libero e gratuito alla cultura e al sapere. Ha esteso a tutti la libertà di espressione. Per tutelare questi diritti, senza rinunciare a combattere l’illegalità e le sue conseguenze, la strada da percorrere è la convocazione di una conferenza internazionale con l’obiettivo di arrivare a una convenzione internazionale su internet e le sue applicazioni.
2. La seconda considerazione si sviluppa su quattro principi:
a) Internet deve essere dichiarato patrimonio comune dell’umanità. Una proposta che fa seguito a quella lanciata dalla rivista Wired che ha candidato il Web al Nobel per la Pace.
b) La legge sul copyright deve essere rivista e attualizzata sui nuovi strumenti digitali. L’attuale periodizzazione della tutela delle opere dell’ingegno non è più giustificata. La durata della protezione deve essere ridotta drasticamente per i “contenuti intellettuali che danno accesso alla cultura, al sapere e all’informazione”.
c) Gli autori devono essere protetti ma “non proibendo totalmente la riproduzione per uso privato e senza scopo di lucro”.
d) Il punto di equilibrio tra una “retribuzione ragionevole e la libertà di accesso” può essere trovato “fissando un canone minimo incluso nella quota di abbonamento alla rete”. Arroyo suggerisce una cifra di 3 euro che dovrebbe essere sufficiente a soddisfare tutte le esigenze. Un “canone digitale destinato alle società che gestiscono i diritti, come già avviene con le fotocopie”, potrebbe essere la soluzione per evitare che i contenuti coperti da copyright vengano scaricati illegalmente da internet.
3. Conclusioni finali: “Non credo che la repressione penale serva a qualcosa”, scrive Arroyo, perché “l’importante è stimolare la cultura e il sapere”. E sotto questo profilo nessuno può avere dubbi: internet oggi è insostituibile.
Cosa dire....noi blogger e cittadini di internet è moltissimo tempo che lo diciamo...speriamo che da questo articolo si inizi a considerare il "problema" seriamente.
venerdì 18 dicembre 2009
Iranian Cyber Army pirata il sito di Twitter: oscurato per un'ora
Vi giuro che non l'ho fatto apposta e che non ne sapevo assolutamente nulla!!!!!!! Il giorno dopo, anzi, la notte dopo il mio articolo contro chi inneggia all'Iran etc etc e insulta/accusa di tutti gli USA, un gruppo di Hacker Iraniani, gli stessi che dovrebbero essere portatori di giustizia e libertà (secondo loro), hanno oscurato il sito che forse è il più liberale di tutti, dove chiunque può dire e postare ciò che vuole, ossia Twitter, il regno della libertà di parola.
Come si legge dal Sole24ore:
«Questo sito è sotto l'attacco hacker del cyber-esercito iraniano. Take care». Un gruppo iraniano, l'Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter per circa un'ora durante la notte. Poi la situazione è tornata alla normalità, e il social network ha ricominciato a funzionare
Il sito è stato oscurato dagli hacker sostenitori del fronte conservatore che sono riusciti a pubblicare sulla homepage, oltre alla rivendicazione in lingua inglese, alcune frasi in persiano che inneggiavano alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, e minacciavano il movimento verde riformista.
Ancora una volta, i fatti smentiscono i filo-iraniani, complottisti, anti-americani etc etc etc...anche se ovviamente tutto questo non cambierà nulla...come sempre del resto.
martedì 15 dicembre 2009
Top Twitter Trends del 2009
E' uscita ora la classifica dei "Top Twitter Trends of 2009", ovvero degli argomenti popolari più ricercati e in voga del 2009.
La classifica è suddivisa in base a: Nuovi eventi, Personaggi, Film, Tv Shows, Sport, Teconologia, Hashtags (ovvero..le cose più importanti evidenziate in una frase).
Ecco a voi la classifica:
These are Twitter’s top Trending Topics across several categories—an interesting time capsule of what was happening as this decade came to a close.
News Events
1. #iranelection
2. Swine Flu
3. Gaza
4. Iran
5. Tehran
6. #swineflu
7. AIG
8. #uksnow
9. Earth Hour
10. #inaug09
People
1. Michael Jackson
2. Susan Boyle
3. Adam Lambert
4. Kobe (Bryant)
5. Chris Brown
6. Chuck Norris
7. Joe Wilson
8. Tiger Woods
9. Christian Bale
10. A-Rod (Alex Rodriguez)
Movies
1. Harry Potter
2. New Moon
3. District 9
4. Paranormal Activity
5. Star Trek
6. True Blood
7. Transformers 2
8. Watchmen
9. Slumdog Millionaire
10. G.I. Joe
TV Shows
1. American Idol
2. Glee
3. Teen Choice Awards
4. SNL (Saturday Night Live)
5. Dollhouse
6. Grey’s Anatomy
7. VMAS (Video Music Awards)
8. #bsg (Battlestar Galatica)
9. BET Awards
10. Lost
Sports (Teams, Events, Leagues)
1. Super Bowl
2. Lakers
3. Wimbledon
4. Cavs (Cleveland Cavaliers)
5. Superbowl
6. Chelsea
7. NFL
8. UFC 100
9. Yankees
10. Liverpool
Technology
1. Google Wave
2. Snow Leopard
3. Tweetdeck
4. Windows 7
5. CES
6. Palm Pre
7. Google Latitude
8. #E3
9. #amazonfail
10. Macworld
Hash Tags
1. #musicmonday
2. #iranelection
3. #sxsw
4. #swineflu
5. #nevertrust
6. #mm
7. #rememberwhen
8. #3drunkwords
9. #unacceptable
10. #iwish
Risultati scontati, anche se si nota un grande interessamento per la politica (elezioni in Iran, Gaza...), cosa non così scontata qui in Italia...abbiamo da imparare molto dai nostri amici stranieri.
lunedì 14 dicembre 2009
Ufficiale: Google preoccupata per la libertà del web in Italia
Non è Beppe Grillo, non è Murdoch, non è il PD, non è l'IDV..insomma, non è una persona che è solita attaccare il premier Berlusconi e l'Italia. Si tratta infatti di Google, in particolare da Mr. Fleischer, che, come riportato sul NYTimes, teme per la libertà del web e con lui, come riporta, anche Facebook e da un certo punto di vista, Ebay:
Mr. Fleischer said Google feared that a guilty verdict in the Italian case might embolden politicians to try to broaden Web 2.0 companies’ editorial liability — a change that is economically unviable, he added, given that 20 hours of video is uploaded onto YouTube every minute.
“We see this as an attempt to reopen the law in Italy and Europe that protects these platforms for freedom of expression,” he said. “It’s an attack on a decade of progress.”
Another U.S. Internet giant, eBay, recently complied with the Italian tax authorities’ requests for information on individuals who made large volumes of transactions via the service. Last year, the company scaled back its physical presence in Italy, but Iryna Pavlova, a spokeswoman, said that was part of a Europe-wide restructuring in which functions like marketing and customer service are now handled centrally; eBay’s operations in other countries, like Germany, also saw staff cuts, and the company’s business in Italy is still growing, she added.
Facebook, too, has had run-ins with regulators and lawmakers in Italy, even though it recently opened its first office there several weeks ago in support of an Italian-language site that has attracted 10 million users since it was introduced a little more than a year ago.
The company recently moved to block access to several groups with names like “Let’s Kill Berlusconi,” after government officials complained that it was unacceptable to threaten violence against the prime minister. Last winter, Facebook staved off proposed legislation that would have allowed the Italian authorities to shut down Facebook if the company did not block content deemed objectionable, like Mafia-related material.
Another measure, proposed by a parliamentary ally of Mr. Berlusconi, a former television hostess named Gabriella Carlucci, would outlaw anonymous contributions to user generated content sites. In the spring, after South Korea imposed a similar law, Google blocked users of its Korean-language YouTube service from uploading videos or posting comments on the site.
All of these clashes serve as reminders of the difficulty of reconciling the borderless nature of the Internet with national differences on matters like privacy or freedom of speech. Google has had other cultural clashes in Europe, where data protection standards, for example, are tighter than in the United States.
Che ci siano stati tentativi di imbavagliare in qualche modo il web si sa, ma il fatto che Google stesso in via in pratica ufficiale arrivi a denunciare una preoccupazione per la libertà del web in Italia, mi preoccupa molto,anche se da una parte mi rassicura.
Siamo sulla via della Cina e company???
venerdì 13 novembre 2009
Murdoch contro Google: o è impazzito...o è impazzito. Vuoi una notizia? Paga e l'avrai...e poi dicono che in Italia non ci sia libertà di informazione
"Murdoch vs Google": potrebbe essere il titolo di un videogame viste le due forze in campo, ma in realtà è uno scontro a cui stiamo iniziando ad assistere.
Murdoch è arrabbiato poichè Google pubblica nei risultati delle proprie ricerche anche i brani pertinenti degli articoli del Sun, del Wall Street Journal, del Times e dei tanti altri giornali di proprietà della società News Corporation di Murdoch. Il suo obiettivo è quello di far sparire gli articoli dalle ricerche Google per poi renderli disponibili a pagamento. In pratica, vuoi una notizia? Paga e potrai leggerla...e poi dicono che in Italia non ci sia libertà di informazione..
A parte che, come scritto da Attivissimo sul suo blog:
Se Murdoch non vuole che Google indicizzi i suoi siti, non deve far altro che impostare sul server un file robots.txt di due righe, come spiegato per esempio su Robotstxt.org. Una tecnica utile per chiunque voglia creare un sito che deve restare nell'ombra per qualunque ragione.
Infatti Google ha prontamente risposto con un educatissimo equivalente dell'RTFM (read the f***ing manual, ossia "leggiti il f****to manuale"): esistono dei "semplici standard tecnici" da usare. "Gli editori mettono i propri contenuti sul Web perché vogliono che venga trovato, per cui sono pochi quelli che scelgono di non includere il proprio materiale in Google News e nelle ricerche nel Web. Ma se ci dicono di non includerlo, non lo includiamo... Se gli editori vogliono che i loro contenuti siano rimossi specificamente da Google News, devono soltanto dircelo".
Il trucco per evitare di essere visitati e "scannerizzati" dai file "robots" , come spiegato su robotstxt.org è il seguente:
How do I prevent robots scanning my site?
The quick way to prevent robots visiting your site is put these two lines into the /robots.txt file on your server:
User-agent: *
Disallow: /
but this only helps with well-behaved robots.
Semplice no?
Quello che non capisco però, soprattutto da uno come Murdoch, è il perchè di una cosa simile. A parte che nessun sito al mondo vorrebbe disattivare i robots di Google in quanto il motore di ricerca è una fonte di visite incredibile, e poi...perchè voler essere ignorati da Google? Questo vorrebbe dire, cancellarsi dal mondo chiamato "Internet", ovvero cancellarsi dal "Futuro".
Senza considerare il fatto che mettere le notizie a pagamento è pura follia, in quanto si potrebbero trovare gratuitamente in un altro sito, cancellarsi dai motori di ricerca, da google news e non so cosa si inventerà dopo, vorrebbe dire avere molte meno fonti da cui provengono i visitatori: meno visite uguale meno soldi provenienti dalle varie pubblicità, e quindi gli eventuali soldi guadagnati dalle notizie a pagamento sarebbero completamente inutili.
Murdoch, soprannominato "The Shark" (Lo squalo), o è impazzito...o è impazzito...dopo il "Cane pazzo" tipico del west, abbiamo "Lo squalo pazzo", tipico dell'era "Murdoch against Google".
lunedì 2 novembre 2009
Arrr, This be pleasin' to me eye!! Facebook in inglese piratesco, un'esperienza unica!
Ho scoperto due giorni fa questa nuova opzione messa a disposizione dagli amministratori di Facebook, ovvero quella di avere il social network interamente in lingua inglese, ma l'inglese dei pirati! Si chiama English (Pirate), e rispecchia la lingua che veniva parlata dai vecchi pirati inglese (alla Jack Sparrow per intenderci).
Come fare per avere l'inglese (pirata) su facebook?
Semplicissimo, basta andare su impostazioni, impostazioni dell'account, lingua e poi scorrere fino a quasi in fondo e scegliere English (Pirate).
Fatto questo vi ritroverete nel mondo, almeno per quando riguarda il linguaggio, dei pirati.
Avere al posto di "Mi piace" un "Arrr, This be pleasin' to me eye", un "Home Port", un "Bottle o'Messages" al posto di "Messaggi privati", al posto di "Esci" un "Abandon Ship" etc etc non ha prezzo.
Avere Facebook che ti parla come un vero Jack Sparrow dell'epoca è tremendamente bello.
Provatelo, anche solo per curiosità..io oramai lo tengo così!
sabato 24 ottobre 2009
Facebook sarà a pagamento?
Altra bufala che gira su facebook, con numerosissimi gruppi a cui sono iscritti migliaia se non milioni di persone come questo dal titolo "No a facebook a pagamento nel 2010, servono 10.000.000 iscritti!".
Questa storia è vecchia, è almeno un anno che la sento e tutte le volte si aggiorna...anche la data cambia: 2010, 2011, 2012 (ancora sto 2012 che ci perseguita, non ci molla più!).
Ovviamente si tratta di una bufala, in quanto da nessuna parte c'è scritto che facebook sarà a pagamento, anche se c'è un dubbio: gli utenti sono cresciuti e continuano a crescere, aumentando i costi di gestione.
Questo è vero, ma i guadagni saranno molto maggiori, come stesso affermato da Adreesseen, membro importante del board di facebook, prevedendo un guadagno di oltre 5 miliardi di dollari entro 5 anni.
Una bufala quindi...con un mezzo fondo di verità..ma pur sempre una bufala.
venerdì 16 ottobre 2009
Finlandia con copertura adsl totale, Gran Bretagna con programmi tv gratis su youtube, la BBC trasmette su youtube..e io qui mi sento nel terzo mondo
Quando ho letto queste notizie oggi mi sono sentito..deluso, dispiaciuto, amareggiato e arrabbiato.
In Finlandia il governo obbligherà le telecom ha garantire la copertura totale della linea veloce in tutto il paese. OBBLIGHERA'! Ma non è tutto:
L'obiettivo del provvedimento finlandese è migliorare la qualità della vita delle popolazioni remote, incoraggiare l'e-commerce e il banking online. Non finisce qui. La visione di lungo periodo è molto più ambiziosa: portare a tutti i finlandesi la connettività a 100 megabit al secondo entro il 2015. Cento volte più veloce di quella che oggi, per i cittadini finlandesi, è diventata un diritto.
Frasi così in Italia non le sentiremo mai con i politici e direttori di aziende che abbiamo. Jacques Attali, presidente della commissione incaricata da Sarkozy di individuare proposte di riforme in senso liberale, ha detto che chi non promuove l'accesso ad internet è condannato! e noi siamo un paese condannato..siamo ..ma le notizie non sono finite:
Grazie ad un accordo con l'emittente Channel 4 gli utenti britannici potranno vedere, on demand, sulla piattaforma di video sharing, le trasmissioni originali del network tv in versione integrale e gratuita.
In base all'accordo Channel 4 renderà disponibile attraverso Youtube il proprio servizio on-demand (40D), subito dopo la trasmissione dei programmi in tv, comprese serie di grande successo come Skins, Hollyoaks, The Inbetweeners e il Peep Show. Gli utenti di Youtube avranno anche accesso a circa 3mila ore di programmazione in versione integrale dell'archivio di Channel 4, inclusi programmi come Brass Eye, Derren Brown, Ramsay's Kitchen Nightmares e Teachers.
Capito?? GRATIS! ed ' la stessa emittente a volere l'accordo! I soldi li ricava dalle pubblicità che ci saranno su Youtube! In Italia...Mediaset vuole fare causa a Google perchè "trasmette" le sue trasmissione e fiction che quando hanno proposto a Saddam di guardare ha detto: "No guardate..piuttosto impiccatemi"
Come penetrazione della banda largo, l'Italia è sedicesima davanti a Cipro e dietro la Spagna...in pratica...siamo al livello di Cipro!!!
Vi faccio solo un esempio: io vado a scuola a Novara, facoltà di Economia: bene, nel 2009 io devo ancora prendere il treno, spendere 5 euro e rotti fra andata e ritorno, andare in università, accedere ad un computer (uno) per...registrarmi ad un esame!!! Nel 2009!!!1009 non 2009 siamo...
E poi noi vogliamo essere competitivi con altri paesi??? Ma che non facciano ridere! Al posto di costruire ponti inutili, che costruiscano linee veloci, che obblighino, magari aiutando, la Telecom (qui non c'è libero mercato..altra, scusate il termine, cagata mostruosa) a fornire la linea veloce a tutti! E a prezzi che siano la metà di quelli odierni!
SVEGLIAAAA! IL MONDO VA AVANTI, NOI RIMANIAMO INDIETRO!
giovedì 15 ottobre 2009
15 ottobre 2009: Blog Action Day sul cambiamento climatico. Anche LostSpace: The Odyssey c'è!!
Il 15 ottobre è il consueto appuntamento con il "Blog Action Day", un giorno in cui tutti i blogger del mondo postano un articolo consono al tema dell'anno: lo scorso anno (2008) il tema era "La povertà". Quest'anno invece il tema scelto è il cambiamento climatico:
Il testo del video tradotto dice:
"Che cosa un blog può fare per cambiare il mondo? Da solo, non molto. Fortunatamente, noi non siamo soli; ci sono un sacco di blogs. Coprendo tutti i tipi di problemi in giro per il mondo. Il 15 di ottobre, dovunque i bloggers si uniranno per il più grande social change event sul web di sempre, quando i bloggers discuteranno dello stesso argomento ed insieme faranno la differenza. (grafico)
Quest'anno il tuo blog può aiutare a fronteggiare la più grande minaccia che si sta ponendo di fronte al nostro pianeta: "Climate Change" (il cambiamento climatico). Il cambiamento climatico è più minaccioso dell'inquinamento: esso può essere minaccia di fame, inondazioni, guerra. Ora è la tua più grande chance di cambiare il corso. Questo dicembre i leaders mondiali si incontreranno per discutere la risposta globale al cambiamento climatico. Il 15 ottobre, Blog Action Day '09, noi saremo uniti come bloggers per far sentire le nostre voci. Un giorno. Un problema. Centinaia di voci.
Anche questo blog ha aderito ed aderisce a questa iniziativa.
Io volevo riproporvi un documento che avevo già trattato tempo fa:
Una domanda a cui ha risposto Mark Lynas, scrittore, giornalista laureato in scienze politiche presso l’Università di Edimburgo, che ha anche partecipato alla fondazione e alla creazione del "OneWorld.net", un sito che si occupa di diritti umani, salute e povertà.
Nel suo libro "Six Degrees" e in una pellicola tratta proprio dal quel libro, intitolata "Sei gradi possono cambiare il mondo" prodotta dal National Geographic Channel, raccontano che cosa succederebbe o potrebbe succedere se la temperatura media terrestre di alzasse di sei gradi.
+ 1: Fusione dell'Artico - Scomparsa dei ghiacci dal Kilimanjaro - Ritiro dei principali ghiacciai dalle Alpi al Tibet - Inizio della distruzione Grande Barriera Corallina - Estinzione di centinaia di specie - Aumento di numero e di intensità degli uragani - Innalzamento livello del mare con numerosi atolli sommersi, tra cui l'arcipelago di Kiribati con 78.000 persone.
+ 2: Riduzione dell'alcalinità dei mari con la progressiva distruzione del placton e degli organisni con i gusci di carbonato di calcio (il placton è alla base della catena alimentare oceanica) - Calo della crescita delle piante in Europa fino al 30% - Incendi su larga scala in Europa - Fusione dei ghiacciai della Groenlandia - Scomparsa dell'orso polare - Carestie in India e in Pakistan
+ 3: Scomparsa dell'Amazzonia e delle foreste pluvilali - Desertificazione dell'Australia - Superuragani nell'America del Nord - Siccità permanente nel continente indiano a causa del cambiamento dei monsoni - Indo e Colorado in secca - New York e altre città costiere sommerse dall'acqua - Sviluppo delle epidemie in Africa
+ 4: Scioglimento dell'Antartide - Delta del Nilo sommerso dal mare - Carestia in Cina - Migrazioni di massa verso i Paesi temperati come Russia e Europa
+ 5: Espansione dei deserti - Prosciugamento delle falde acquifere - Aumento delle migrazioni di massa - Possibile disgregazione delle piattaforme continentali - Tsunami - Guerre civili e conflitti etnici per le risorse
+ 6: Possibile fuoriuscita di acido solfidrico dagli oceani - Nubi di metano - Avvelenamento della superficie terrestre - Scomparsa di gran parte della vegetazione - Riduzione drastica della popolazione.
(Tratto da Beppegrillo.it)
Sinceramente, è ora di iniziare a pensare e ripensare a quello che è stato fatto in questi ultimi 50 anni e cercare di cambiare quasi totalmente TUTTO.
Prendiamo il lato positivo di questa crisi: possiamo dare un taglio al passato...non più petrolio, non più spostamenti inutili, consumi inutili, tecnologie vecchie...basta, ci vuole un rinnovamento totale..
Ci sono le energie alternative? Non inquinano (o comunque molto meno)? Benissimo...è ora di usarle!
venerdì 25 settembre 2009
Hai Google Adsense? Eccoti le keywords più remunerative per farti guadagnare più soldi
Se anche voi come me avete Google Adsense sul vostro sito o blog, vi interesserà quello che ho appena scoperto: su questo sito, http://adsense.biztz.com, ci sono più di 15.000 parole (in inglese) archiviate con ognuna il proprio, come dire, "valore su Adsense". Ovviamente (purtroppo) sono appunto solo in inglese, però può essere usata come una sorta di linea guida.
Medicina quindi, ma anche "car hire", ovvero "noleggio auto".
Adsense lo tratterò in un articolo successivo; questo è una introduzione.
Queste sono le più remunerative:
[mesothelioma lawyers] $48.61
[peritoneal mesothelioma] $48.38
[mesothelioma attorneys] $45.04
lexington law firm $33.91
[mesothelioma] $33.83
eloan $33.27
lexington law $31.43
[mesothelioma symptoms] $31.41
eloan com $28.47
alicante car hire $27.24
[mesothelioma info] $25.79
equity line of credit $23.46
alicante airport car hire $22.65
trans union llc $21.15
consolidate loans $21.03
home equity loans $20.98
domain name search $20.74
cheap term life insurance $20.10
mega life and health $19.71
trans union $19.43
ross simon jewelry $19.36
asbestos cancer $19.34
[asbestos mesothelioma] $19.06
home equity line of credit $18.65
lendingtree $18.50
car hire malaga $17.31
prostate cancer treatment $17.20
[malignant pleural mesothelioma] $16.30
domain name lookup $16.30
car hire in malaga $15.39
dedicated hosting $15.34
northwestern mutual life $15.11
anti spam software $15.03
Le parole/frasi più remunerative sono collegate al mesothelioma che, come si legge sul sito della Mesothelioma International, è:
una forma rara e virulenta di cancro che colpisce i rivestimenti delle cavità polmonari, addominali o i rivestimenti del cuore. Il mesotelioma è causato dall’esposizione all’amianto e colpisce coloro che hanno respirato fibre di amianto, in molti casi anche 20-50 anni prima. Alcuni vi sono stati esposti durante il lavoro; altri in via secondaria attraverso membri della famiglia che, senza saperlo, hanno portato a casa fibre depositatesi sugli abiti da lavoro o sui capelli o sulla cute.
Sebbene la natura di questa patologia sia grave, vi è qualche speranza. Ogni anno medici e scienziati in tutto il mondo sviluppano nuove terapie e fanno nuove scoperte che aiutano a migliorare le possibilità di sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Questo sito Web, Mesothelioma International, aiuta i pazienti e i familiari a entrare in contatto con le risorse necessarie per restare informati e prendere le decisioni migliori riguardo la terapia e le cure possibili.
Io ho dato questa lista più per curiosità che altro, ma vi lascio con questo consiglio:
Non aprite un sito/blog per guadagnare soldi basandovi solo su Adsense e su questa lista. Il blogger è blogger per passione, per scrivere articoli su argomenti a lui cari, per scrivere una sua idea e condividerla con il mondo intero. Il guadagno è e deve essere secondario: se arriva bene, sennò pazienza. Non è un lavoro, è una passione.
A volte il vittimismo di Grillo supera ogni limite
A volte però esagera con il proprio (se vogliamo chiamarlo così) "vittimismo", come oggi:
Durante la notte YouTube ha disattivato TUTTI i video pubblicati da questo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. Visualizzati per 52.296.387 volte. Il secondo canale italiano di informazione su YouTube dopo la RAI.
Il motivo dell'oscuramento è stato comunicato da YouTube in una mail:
"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di CBS, che ritiene che questo materiale viola il copyright:
Obama da David Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=CSX3DNHq-iU
Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. ...
Cordiali saluti,
YouTube, Inc."
A pensar male si fa peccato, ma verso mezzogiorno erano ancora presenti in Rete 2.230 link a video cercati con le parole Letterman Obama. Perché non sono stati oscurati? Perché non sono stati rimossi gli account?
Questa decisione di YouTube procura al blog un danno enorme, tutti i video di Travaglio, i Grillo 168, le inchieste sulle morti in carcere, i Vday. Tutto rimosso.
La decisione è incomprensibile. Il video in questione è un estratto di circa due minuti di un'intervista di David Letterman a Obama. E' stato tradotto in italiano per sottolineare le diversità tra l'Italia e gli Stati Uniti. Tra Letterman e Vespa. Era una pubblicità al: "Late Show with David Letterman". Un programma impensabile in Italia, al 73esimo posto per la libertà di informazione. Veniva intervistato Obama, l'uomo più pubblico del mondo sul quale non c'è ancora il copyright. O forse Obama è di proprietà della CBS e dei suoi inserzionisti pubblicitari?
I video rimossi saranno caricati nei prossimi giorni su un'altra piattaforma, Vimeo.Vi chiedo di inviare una mail da parte mia a David Letterman per informarlo dell'operato della CBS e di YouTube. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Questo il post apparso oggi sul suo blog (aggiornato alle ore 17:12 in quanto l'account su Youtube è stato riattivato).
Vittimismo, sì, perchè il copyright era stato violato (evidentemente più di una volta) e come scritto chiaro e tondo nel regolamento di Youtube nella parte del copyright:
Non appena YouTube viene a sapere che un video o parte di un video sul suo sito vìola il copyright di terzi, questo viene rimosso dal sito. La legge ci impone di farlo
e ancora:
Gli account dei trasgressori recidivi potrebbero essere chiusi
E ancora:
7.2 Come parte della policy sul copyright di YouTube, YouTube interromperà l'accesso dell'utente al Sito web se un utente è stato individuato come un contravventore abituale. Un contravventore abituale è un utente a cui sia stata comunicata l'effettuazione di un'attività in violazione per più di due volte.
Quindi è una cosa normale essere oscurati, sospesi o bloccati se si viola il copyright su Youtube.
Nel caso (come è successo) bisogna presentare un reclamo che verrà analizzato e nel caso l'account sospeso verrà riattivato.
Nulla di strano...credo e spero che sia stato più uno sfogo di rabbia e delusione che altro, anche perchè Grillo non è stupido, però il vittimismo serve a poco, soprattutto se usato invano.
Mi raccomando Beppe, continua nelle tue battaglie, ma non uscirmi più con certe dichiarazioni.
domenica 20 settembre 2009
Proposta Gelmini: chiudere Facebook e Msn (bufala)

Dopo argomenti molto seri e spinosi, torniamo sul ridicolo anche per smorzare un po' di tensione: su Facebook gira un appello con relativo gruppo aggregato, che afferma:
ebbene si ragazzi la gelmini vuole kiudere msn e facebook in italia ma nn sa ke noi oltre a essere studenti siamo furbi ..... gelmini basta fare un account straniero ad esempio l italia e .it .... ma noi possiamo fare benissimamente .uk .com .ie .fr abbiamo un mondo a disposizione noi nessuno ci fermerà xkè ka nisciun e fess!!!!!
Ovviamente si tratta di una bufala: ammesso che sia possibile (direi di no) una cosa del genere, sarebbe apparso sul sito del governo, nei TG, in tutti i blogs d'Italia, in tutti i giornali. Manca ovviamente anche una qualsiasi fonte.
Consiglierei anche a chi ha scritto l'appello di andare a scuola e studiare un po' di italiano, e dopo averlo fatto bene di tornare a scrivere su internet.
Per fortuna non tutti gli utenti di Facebook sono imbecilli, ed è stato creato un gruppo che sbufala la cosa:
Fate girare il più possibile e invitate più gente possibile: si sta creando un'equivoco di proporzioni gigantesche che nemmeno v'immaginate.
Stasera un coglione di nome U.L. (non riporto il nome intero per far un favore a sto coglione che sennò si ritrova mezza facebook sotto casa...E tra l'altro ora ha cambiato pure nome xkè accortosi della cazzata) ha creato un gruppo di nome: "Chat di MSN staccata dalle 22.00 in poi, dalla Gelmini".
Ora con il bene che vi voglio, ragazzi, la Gelmini sarà pure Darth Vader in persona per voi ma non ha il potere di bloccare nè Msn nè tantomeno Facebook solo dalle 22.00 per determinate persone. Perchè:
1. Non è Gesù Cristo;
2. Non ci riuscirebbe nemmeno la Cia o l'FBI;
3. Se - per una teoria assurda - chiudessero i server di Msn e Facebook dalle 22.00, chiuderebbero per tutti...E dunque? Chi non studia? Gli adulti? Rimangono inc****i per una "riforma scolastica"?
Suvvia è una BUFALA (qualcuno ha urlato di averlo sentito anche al TG dunque è vero...Sapessi quante stronzate dicono al TG che non sono vere...Nemmeno te immagini!).
Vabbè la cosa non mi preoccupava e ci ridevo su ma dopo 2 ore entro nel gruppo e vedo una cifra assurda: 1800 e + membri? Una roba assurda! I tentativi da parte dei "GRANDI" di far capire ai ragazzi che questo U.L. li stava prendendo x culo non è servita a niente e cosi si sono creati dei sottogruppi come "Protestiamo contro la Gelmini fin quando non riavremo msn e facebook" e "Problemi a msn e facebook? Colpa della Gelmini".
Ora ragazzi la cosa è alquanto grave perchè girando per il web i ragazzi stanno chiedendo persino su Yahoo Answers la vericidità della questione con risposte imbarazzanti (su 10 person che rispondono, 9 prendono x il culo chi c'ha creduto).
Quindi facciamo girare questo gruppo PER AVVERTIRE CHE LA GELMINI NON STA BLOCCANDO NE' MSN NE' FACEBOOK E CHE NON LO FAREBBE MAI PERCHE' NON NE HA POTERE (per dirlo in modo Elementare) E CHE SIETE STATI TUTTI FREGATI DA UN CERTO U.L. CHE STASERA S'E' FATTO DUE RISATE VEDENDO MEZZ'ITALIA CREDERE A STA CAPPELLATA!
- In Italia ci sono più boccaloni di quanto pensassi (e pensavo ce ne fossero tanti)
- Se la fonte principale di informazione sono i gruppi di Facebook...siamo proprio messi male signori
mercoledì 9 settembre 2009
Un aereo in una scena del film "Troy"?
Gira su internet, soprattutto facebook con tanto di gruppo allegato avente il 9/11/09 alle 9:53 am ben 6154 membri, una foto in cui viene ritratta una scena del film Troy...con un aereoplano! Detta così sembrerebbe una cosa fuori dal mondo (infatti lo è), però era anche possibile, infatti poteva benissino essere una foto di una scena tagliata del film, appunto per la presenza dell'aereo. Ma non è così, infatti ricercando in inglese "Troy airplane pict" escono un bel po' di sti che spiegano l'arcano inspiegabile.
La foto è infatti opera di un utente del sito Worth1000 specializzato in fotoritocchi e fotomontaggi con photoshop. E' nato 6 anni fa e raccoglie tantissimi appassionati, principianti ed esperti, di tutto il mondo, lanciando gare e sfide di manipolazione di immagini e fotoritocchi soprattutto di personaggi famosi (ad esempio: rendete più magro tizio).
Nessun errore quindi da parte degli addetti ai lavori del film Troy...il link originale all'immagine incriminata è questo..

Fra l'altro è bene notare che l'aereo si vede molto bene, quindi anche i produttori quando (nel caso ci fosse stato) hanno controllato tutte le riprese effettuate se ne sarebbero accorti subito a avrebbero in seguito rifatto solo la scena incriminata (che poi sarebbe stata di 3-5 secondi).
Il bello poi è che c'è gente nel gruppo che afferma che nel film lo ha visto veramente
io dopo aver visto questo gruppo,ho riguardato il film...effettivamente c'è...ma lo si vede in 2 (due)fotogrammi rallentando la velocità del video.Chissà che cosa avrà visto Denis.....
Come sempre, soprattutto se si tratta di Facebook o simili, prima di condividere come macchine tutto quello che viene condiviso da molti, fermatevi e riflettete...evitate anche di far figure

Qui trovate alcuni esempi di come si possa trasformare gente come Angelina Jolie, Jessica Alba, Superman etc etc in modelle e modelli super magre/1 anoressiche/ci.
ANGELIA JOLIE
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